Alcol durante l’allattamento: sfatiamo qualche mito!

da | Giu 18, 2019

Ultimamente, se ne parla più spesso e diversi studi si sono occupati degli effetti dell’alcol consumato durante l’allattamento al seno. In passato sono state poco chiare le ripercussioni che può avere l’alcol durante l’allattamento al seno.

Fino a qualche tempo fa, si credeva che l’alcol fosse benefico per le donne in allattamento. Si pensava infatti potesse rilassare la madre e facilitare il sonno del bambino. Addirittura era ritenuto responsabile del riflesso di eiezione del latte dalla mammella. Inoltre, per molto tempo si è ritenuta valida la credenza che elogiava la birra come un buon aiuto per far aumentare la produzione di latte. In realtà questa diceria è stata smentita a gran voce da numerosi studi scientifici. Proprio a causa di questa credenza, è rimasto in parte il concetto che bere alcol in allattamento sia possibile. “Purché si beva qualcosa di leggero”, come ad esempio la birra. Ecco, questa credenza nella credenza, ci fa capire come ancora oggi ci sia parecchia confusione su questo argomento.

L’eliminazione totale dell’alcol in gravidanza è supportata dall’importanza di salvaguardare la salute del bambino. Tuttavia, molte donne ritengono normale tornare a bere qualche bicchiere in compagnia finiti i nove mesi, anche se in fase di allattamento al seno.

alcol durante l'allattamento

Dalla scienza arrivano le prime smentite su alcol e allattamento

Diversi studi Europei e d’oltre oceano (Canada, Stati Uniti, Australia) sono arrivati alla conclusione che l’alcol non ha effetti benefici. Invece si è visto che inibisce il corretto allattamento. In che modo? Vediamo prima come avviene il processo dell’allattamento al seno:

la produzione e l’emissione del latte materno avvengono a cura di due ormoni ipofisari, la prolattina e l’ossitocina. In particolare la prolattina stimola la produzione di latte e l’ossitocina causa la contrazione dei dotti galattofori, provocando così l’eiezione del latte dalla mammella.

È stato dimostrato che l’alcol riduce in modo dose-dipendente la quantità di ossitocina e di conseguenza anche il riflesso di eiezione del latte. Questa riduzione può arrivare anche al 78% ma l’effetto inibitorio varia in maniera individuale. Anche la prolattina viene interessata dall’azione dell’alcol, ma questa volta causandone l’aumento così che lo stimolo alla produzione di latte risulta alterando.

Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato che parte dell’etanolo assunto dalla donna, si ritrovano nel latte materno e può quindi passare al bambino durante l’allattamento. Studi ancora in corso stanno valutando l’effetto che questa percentuale di etanolo può avere sui neonati, sia nell’immediato che a lungo termine.

Quanto è rischiosa la quantità di etanolo assunta con l’allattamento?

alcol durante l'allattamento

Una cosa è ormai certa, non esiste il rischio zero per il bambino esposto all’alcol, sia durante la gravidanza sia in allattamento al seno.

La quantità di etanolo a cui potrebbe essere esposto il bambino è ritenuta una frazione di circa il 5-6% della dose materna per peso corporeo. Questa percentuale potrebbe però aumentare, anche di molto, nei casi in cui la donna non segue le indicazioni standard per l’assunzione quotidiana di alcol. Spesso si sottostima la propria assunzione di alcol, soprattutto in alcuni contesti di socialità.

Inoltre sono da considerare le tempistiche di assorbimento dell’etanolo da parte della madre, il suo peso corporeo e i lassi di tempo in cui allatta. Dai 30 ai 60 minuti dopo l’assunzione di alcol si raggiunge la massima concentrazione di etanolo. Questo avviene sia nel sangue sia nel latte materno, perché esiste un equilibrio dinamico tra plasma e latte.

È ormai chiaro che le donne che allattano al seno dovrebbero rinunciare completamente all’alcol.

Nei casi in cui non si prende questa decisione, è opportuno limitarlo il più possibile. Ci sono studi, ancora in corso, su alcune pratiche per ridurre il passaggio di etanolo dal latte al bambino. In questo modo si cerca di limitare il più possibile l’esposizione. Per esempio si consiglia di allattare dopo il calo di concentrazione di etanolo, ovvero dopo i 60 minuti dal consumo. Oppure di tirare il latte prima della prevista assunzione di alcol.

Queste pratiche sono però limitate e non sicure. Entrano in gioco infatti molti fattori, per esempio il grado di assorbimento dell’etanolo è soggettivo perché influenzato dalla genetica. Insomma non si può essere davvero sicuri che dopo 60 minuti sia davvero calata la concentrazione.

Inoltre, anche una minima assunzione di etanolo da parte del bambino, potrebbe avere cause a lungo termine, non del tutto prevedibili. E questo lo confermano studi molto recenti. Un lavoro Australiano per esempio, ha trovato evidenze di deficit cognitivo e sindrome da iperattività. Questi bambini avevano tra i 6 e i 7 anni e le madri avevano fatto uso di alcol durante l’allattamento al seno.

Danni a lungo termine causati dall’alcol durante allattamento

Il fegato dei neonati non è ancora in grado di metabolizzare l’alcol. Inoltre il bambino si trova in una condizione di accrescimento, sopratutto a livello neurale. Ecco perché alcuni esperti ipotizzano che le piccole quantità di etanolo nel latte materno potrebbero causare danni a lungo termine nei bambini. Inoltre, non dimentichiamo che l’alcol è classificato come agente cancerogeno certo, per cui potrebbe influenzare il DNA del bambino con conseguenze future importanti.

Dagli ultimi studi, ci sono evidenze di rischi per la salute dei lattanti che sono esposti all’alcol. Tuttavia, ci sono casi in cui non si riesce ad eliminare l’alcol completamente. In questi casi, si consiglia di allattare almeno 3 ore dopo aver ingerito una bevanda alcolica, per ridurre ulteriormente i potenziali rischi.

In conclusione quindi, sappiamo che:

  • l’alcol può ridurre la produzione di latte
  • può modificare il gusto del latte materno
  • può causare deficit cognitivo e problemi al fegato del bambino
  • può avere effetti mutageni sul DNA del lattante

Nonostante questo però c’è ancora molta confusione, infatti, alcune donne eliminano totalmente l’alcol quando allattano al seno, mentre altre no. Quest’ultime spesso provano a mettere in atto le pratiche per allattare con minor rischio di esposizione. La realtà è però che il rischio zero non esiste. Per questo c’è ancora molto da fare per sensibilizzare le donne ad astenersi dall’alcol anche durante l’allattamento al seno.

Articolo a cura di Dott.ssa Giusy Ciaravella

Bibliografia:

Alcohol and Breastfeeding

Drinking or Smoking While Breastfeeding and Later Cognition in Children

Bere birra fa produrre più latte?

                    

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