Microbiota e uomo: un “amore” lungo una vita!

da | Mar 12, 2019

MICROBIOTA è un termine sempre più presente nel quotidiano, che sentiamo in radio tra una canzone e l’altra, o che vediamo in televisione in uno sponsor di uno yogurt. “Aiuta il tuo microbiota ad essere più florido e sano! La tua salute ne gioverà!”.

Ma molti non sanno realmente cosa sia. Nonostante diano retta ai consigli del “vicino” di Instagram, catapultandosi a comprare l’alimento o l’integratore miracoloso del momento.

Ma cosa è il microbiota umano?

In passato veniva “volgarmente” definito flora batterica. Termine scorretto perché oggi sappiamo che non si tratta solo ed esclusivamente di batteri, mentre la parola “flora” richiama erroneamente il mondo dei vegetali.

Ebbene, detto in poche parole è l’insieme dei microrganismi viventi classificati tra Batteri, Virus, Funghi, Protozoi che popolano le superfici esterne e interne del nostro corpo. Miliardi di organismi unicellulari e invisibili a occhio nudo, sulla pelle, nella cavità orale, sulla mucosa vaginale e quelle di tutto il nostro apparato gastro-enterico.

Perché sempre più spesso sentiamo parlare di microbiota intestinale? Quanto importante può essere per la nostra salute l’esistenza di 1 kg circa di batteri, virus e funghi che vivono nel nostro intestino?

La risposta a tali quesiti è che senza questi invisibili esserini l’umanità stessa non esisterebbe! I microbi popolano il pianeta Terra da circa 3,5 miliardi di anni e per l’85% del tempo della Vita sulla Terra sono stati l’unica forma vivente.

A loro dobbiamo la formazione di Ossigeno e altre sostanze, della costituzione dell’atmosfera, della terra e di infinite reazioni chimiche che hanno condotto alla radiazione delle specie viventi attuali tra cui l’uomo.

La Terra è a tutti gli effetti il Pianeta dei Microbi (alla faccia delle fantasie sul famoso Pianeta delle Scimmie)! In questi miliardi di anni, i microbi si sono perfettamente evoluti e adattati a colonizzare qualsiasi ambiente, tra cui ogni altro organismo vivente uomo compreso.

Microbiota umano

Che rapporto c’è tra uomo e microbiota?

In questa successiva coevoluzione tra l’uomo e il suo microbiota intestinale si sono delineati dei rapporti di simbiosi, commensalismo, mutualismo. Potremmo quasi scherzare usando impropriamente il termine “parassitismo” dell’uomo sul microbiota. Lo sviluppo stesso dell’uomo, del suo sistema linfoide e di quello immunitario, quindi lo stesso stato di salute, dipendono dagli equilibri tra le varie tipologie, classi e ceppi del microbiota.

Dando solo qualche numero possiamo renderci conto di tale condizione: un uomo possiede circa 22.000 geni, contro gli oltre 3 milioni del microbiota per oltre 10.000 specie viventi diverse ad oggi identificate. L’uomo produce nelle sue cellule circa 8.000 metaboliti (proteine, ormoni e altre sostanze fondamentali), contro gli oltre 30.000 del microbiota. Entrano nel circolo sanguigno umano raggiungendo ogni cellula del corpo, attuando modifiche a livello di espressione epigenetica. In buona sostanza, il microbiota controlla il nostro organismo e ne modula fisiologia e metabolismi più di quanto facciamo noi stessi!

Come si sviluppa il microbiota?

Il microbiota intestinale inizia ad albergare in noi, probabilmente, fin dallo stato di feto nell’utero materno. Mentre una gran parte la acquisiamo ingerendola durante il parto nel canale vaginale, da qui l’importanza di nascere in modo naturale. Un’altra “fetta” la prendiamo attraverso il latte materno, uno dei cento motivi per cui è importante allattare al seno il proprio bambino. Successivamente, il microbiota riceve delle radicali modificazioni nei primi 10 mesi di vita, per poi rimodellarsi nelle varie fasi della vita adulta. Tuttavia dopo i 3 anni non avvengono più vasti cambiamenti.

A quali rischi andiamo incontro?

Se il microbiota è in una condizione di squilibrio, definita disbiosi, i rapporti tra specie che producono sostanze utili al nostro organismo e specie patogene sono spostati a favore di questi ultimi. Così possono scatenarsi una serie di reazioni che, a seconda dei casi, aumentano il rischio di insorgenza di una vasta gamma di patologie.

Alla disbiosi del microbiota sono infatti associate:

  • Malattie croniche infiammatorie dell’apparato digerente (IBD)
  • Sindrome del colon irritabile (IBS)
  • Problematiche legate al malassorbimento di vitamine e minerali
  • Obesità e diabete di tipo 2
  • Allergie e fenomeni di intolleranze alimentari
  • Malattie autoimmuni (come psoriasi e dermatiti)
  • Patologie cardiovascolari (legate spesso alla sindrome dell’intestino permeabile)
  • Disturbi neurologici e psichiatrici (depressione, ansia cronica, schizofrenia)
  • Tumori (tra cui quello al colon-retto).

Lo scopo quindi è mantenere un corretto stato di eubiosi (“buono per la vita”) del microbiota, tra i fattori che giocano un ruolo cruciale troviamo:

  • Alimentazione, prebiotici e probiotici
  • Patologie
  • Età
  • Geografia
  • Stile di vita
  • Condizioni di stress
  • Farmaci, specialmente antibiotici
  • Sport e attività fisica

Nei prossimi articoli di questa “microbica” rubrica ci dedicheremo ad analizzare insieme questi vari fattori nel dettaglio, non mancate! Vi aspettiamo!

Articolo a cura del Dott. Luigi Fiore.

                    

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